La voce di ADEI: è bello che si investa in nuove librerie, gestite da giovani donne e uomini al di sotto dei 35 anni, ma…

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Il bando recentemente pubblicato, che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro per favorire l’apertura di nuove librerie, era stato annunciato da tempo e rappresenta senza dubbio un segnale positivo per il settore. Tuttavia, le principali associazioni di categoria avevano già espresso forti preoccupazioni riguardo alla sostenibilità economica di queste nuove attività nel medio e lungo periodo.

Se da un lato è certamente motivo di soddisfazione che si investa nella nascita di nuove librerie, dall’altro non si può ignorare la situazione delle librerie indipendenti già esistenti, molte delle quali sono costrette a chiudere o affrontano quotidianamente gravi difficoltà economiche per continuare a operare.

«La bibliodiversità e il pluralismo editoriale appaiono legati non tanto al numero degli operatori, quanto alle condizioni materiali che ne rendono possibile la sostenibilità e la reale circolazione dei libri sul mercato».

Nel suo ultimo Quaderno, L’Atlante delle Case editrici italiane, ADEI ha fotografato con chiarezza quanto sia difficile preservare la bibliodiversità e il pluralismo editoriale in assenza delle condizioni economiche, culturali e strutturali necessarie a garantirne la sostenibilità.

ADEI è convinta che, in assenza di politiche strutturali a sostegno del libro e della lettura, il rischio concreto sia quello di vanificare gli obiettivi indicati dal Ministro della Cultura. L’intento di sostenere un lavoro “che è, insieme, impresa culturale e missione civile” e di “accompagnare i ragazzi in questo percorso professionale, anche attraverso strumenti mirati di sostegno e fondi dedicati”, affinché ciò rappresenti “una concreta occasione di crescita e di rafforzamento dei presìdi culturali sul territorio”, potrà infatti produrre risultati duraturi solo se accompagnato da interventi capaci di garantire la sostenibilità economica del lavoro delle libraie e dei librai.

Senza un’azione organica in questa direzione, anche le nuove librerie rischiano di trovarsi presto ad affrontare le stesse difficoltà che oggi mettono in crisi molte librerie indipendenti. E con esse si indebolisce l’intera filiera del libro, a partire dalle case editrici indipendenti, il cui lavoro trova proprio nelle librerie indipendenti un presidio essenziale di diffusione, pluralismo e bibliodiversità.

Confidiamo che il Ministro, come ha più volte dimostrato di saper fare, continui ad ascoltare le voci dell’intera filiera del libro e di tutte le sue infrastrutture culturali.

Nell’introduzione dell’Atlante, ADEI ha espresso con chiarezza quella che ritiene essere la direzione da perseguire. Pur essendo l’associazione di categoria degli editori indipendenti, ha avuto fin dall’inizio la consapevolezza che la crescita del libro e della lettura in Italia richieda una visione condivisa e un impegno comune con tutta la filiera. Non si tratta soltanto di sostenere le imprese che operano nel settore, ma di promuovere la lettura come strumento di confronto, di sviluppo del pensiero critico, di benessere individuale e di rigenerazione sociale e culturale dei territori.

Per questo ADEI ritiene indispensabile:

  • potenziare e valorizzare le biblioteche di pubblica lettura, considerando che nel nostro Paese esistono ancora territori in cui esse sono del tutto assenti;
  • mettere a sistema gli acquisti delle biblioteche pubbliche presso le librerie del territorio, affinché gli investimenti pubblici sostengano concretamente l’intera filiera del libro;
  • fare della lettura un diritto effettivamente garantito nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso una collaborazione stabile tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Cultura;
  • costruire e potenziare le biblioteche scolastiche, mettendole in rete con le biblioteche di pubblica lettura, affinché ogni scuola disponga di una selezione di libri di qualità, di docenti formati e di tempi e spazi dedicati alla lettura.

Solo attraverso una strategia strutturale e di lungo periodo sarà possibile rafforzare la filiera del libro, garantire la bibliodiversità e rendere la lettura un patrimonio realmente condiviso, capace di generare crescita culturale, coesione sociale e sviluppo per il Paese.