
Si è da poco conclusa l’edizione 2025 di Più libri Più liberi, dove non sono mancate nuove polemiche che si sommano ad un malcontento già diffuso per l‘editoria indipendente a causa della crisi del mercato di cui tanto si dibatte.
Grazie ad ADEI, Associazione degli editori indipendenti, è stato presentato, proprio negli stessi giorni, un emendamento alla manovra economica attualmente in discussione in Parlamento, prima firmataria Daniela Sbrollini di Italia Viva, tra i firmatari anche Ivan Scalfarotto, per introdurre un credito d’imposta del 10% sulle spese per la carta per le case editrici con fatturato entro i 4 milioni di euro, per gli anni 2026 e 2027.
L’emendamento in questione prevede detrazioni fiscali per le case editrici che abbiano pubblicato almeno 5 novità nell’ultimo anno, o almeno 10 negli ultimi due anni, a valere sulle spese di carta sostenute per un massimo di 20 titoli con tiratura fino alle 2000 copie per titolo. Una misura di cui del resto già beneficiano gli editori della stampa periodica.
ADEI sottolinea come si tratti di una misura reale e attesa, un contributo per difendere quella enorme ricchezza che è la varietà e la differenza nella produzione editoriale italiana. Quella che da qualche anno viene definita bibliodiversità.
ADEI invita quindi tutte le forze politiche ad appoggiare l’emendamento per sostenere in modo concreto, con una spesa ridotta per le finanze pubbliche, il lavoro delle case editrici indipendenti.
Questa spinta verso l’emendamento si inserisce in un quadro più ampio di iniziative che ADEI sta mettendo in campo a sostegno dell’editoria indipendente, affiancando inoltre al lavoro di rappresentanza politica, un importante percorso di ricerca e analisi strutturata del settore.
L’obiettivo è dotare la piccola e media editoria di strumenti conoscitivi autonomi e aggiornati, capaci di leggere con precisione i cambiamenti in corso e di fornire basi strategiche agli editori. ADEI intende rafforzare la sua voce autonoma e indipendente, capace di far riconoscere peso e valore a tutte le realtà editoriali senza gerarchie di fatturato.
I continui processi di concentrazione in atto, nella produzione, nella promozione e nella distribuzione, stanno infatti rendendo sempre più difficile il lavoro degli editori indipendenti, riducendo i margini e rendendo quindi molto concreto il rischio di ridurre le voci e di conseguenza il ventaglio delle proposte editoriali ai lettori.
In questa prospettiva ADEI ha appena presentato l’Atlante dell’editoria italiana, ricerca realizzata da Ipazia Ricerche e sostenuta dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della cultura, il primo studio che offre una lettura “diversa” dell’editoria italiana, rispetto a quanto finora narrato.
ADEI rinnova l’invito agli editori indipendenti a unirsi all’Associazione per costruire insieme un sistema editoriale più giusto, plurale, protetto e valorizzato. Una voce comune capace di incidere su politiche culturali e mercato.